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Informazione > The Vigilant
Caso "Videocracy": Lettera di protesta alla RAI per la censura attuata
La RAI censura lo spot del film Videocracy
è l'11 settembre dell'informazione
di Vincenzo Salerno
Testo dell'e-mail di protesta inviata alla RAI
Vorrei iniziare questa lettera con "Gentili...." ma questa azienda ha ormai poco di gentile e aggrazziato. La notizia apparsa oggi sui giornali e sul web riguardante il rifiuto di proiettare lo spot televisivo del film "Videocracy"in uscita al cinema il 4 settembre, film vorrei ricordare in gara nella sezione "Le giornate degli autori" alla Mostra del cinema di Venezia, e le motivazioni banali a supporto del rifiuto fanno emergere in maniera indiscutibile la netta e definitiva trasformazione dell'informazione publica, l'11 settembre dell'informazione italiana. La RAI si sta attualmente macchiando di favoreggiamento nei confronti di un governo criminale che l'ha evidentemente condizionata nei fini e negli intenti con dirigenti espressi non da un consiglio di amministrazione come si potrebbe prevedere ma da UN presidente del consiglio anche in sedi private e fuori da occhi indiscreti , decisi e basta, NO COMMENT.
Esprimo profonda rabbia per quello che con questa scellta state negando ad ogni singolo cittadino di questa nazione, la libertà di conoscenza. Sapete benissimo che se lo spot non passerà attraverso i canali televisivi, uscito dalle sale il film non esisterà più, verrà cancellato, non se ne discuterà e ogni singolo cittadino sino alla sua morte sarà convinto che il suo governante e il suo parlamento non sono altro che semplici politici, che affari e affaretti fanno parte del gioco e che stragi,omicidi e proteste sono solo terrorismo, e tutto questo solo ed esclusivamente perchè glielo dice la Tv. Persino il vostri vicini di casa, forse anche i vostri genitori stessi, se sapessero la verità sulla storia italiana recente e passata, dalla strage di Portella della Ginestra ad oggi, e coscenti della vostra consapevolezza nel negargli tali questioni vi guarderebbero con sprezzo e tutto quello che oggi vi appaga e che avete conquistato facendo del male alla gente domani vi crollerà addosso. Il vostro attuale stato di benessere lo pagherete con l’emarginazione, un giorno, prima o poi, sarete soli e pazzi, conseguenza della perversione mediatica e dell’uso criminoso che se ne fa, ne è un esempio fare chiamare ”disobbedienti” dai giornalisti dei semplici Pacifisti, è abberrante e mai potra essere perdonato a chi di questo ne ha fatto un proprio vantaggio (si guardi Citizen Berlusconi altro film censurato ,intorno al minuto 23).
Auspico un ripensamento da parte dell’amministrazione RAI certo e convinto che ogni cittadino che avrà conoscenza di tali questioni VI invierà anch’egli una e-mail di protesta.
Salerno Vincenzo
cittadino
da www.liberamenteservice.it
Approfondimenti (Le motivazioni della RAI;Gli Spot; Il Trailer)
L'articolo di "La Repubblica"
"Videocracy", un bergamasco racconta la tv berlusconiana
Ma la Rai lo boicotta
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Qui la politica non c’entra un Cazzo ! (video in fondo)
di Vincenzo Salerno
In questi ultimi mesi si è parlato di "notte della Repubblica" ... "deserto del diritto".. stampa imbavagliata. Molto di più probabilmente. In connivenza le lobby di potere sono in assetto antisommossa, siamo arrivati alle piazze chiuse, manganelli per studenti e privati cittadini, delegittimazioni e bavagli a catena, coercizione, bustarelle, "zoccole" e zoccolate a gogò, protagonisti e fiancheggiatori l'uno accanto all'altro pronti a difendere la torta, la loro ovviamente.
Nulla di questo paese importa alla parte dialogante di questo Parlamento, delle istituzioni intere, se alla massa il pericolo non trapela, se la coscienza e l'opinione pubblica non si formano qualcuno ne dovrà pagare le conseguenze, con la storia o col destino.
Godetevi la chicca!! Il video. (gentilmente tradotto dal meetup di Napoli)![]()
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STAMPA ESTERA
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[Algemeen Dagblad] pubblicato 01 06 2009 TRADOTTO DA italiadallestero.info
GroenLinks [il partito dei Verdi olandesi, NdT] sta considerando se iniziare una procedura contro l’Italia a causa della limitata libertà di stampa nel Paese. Il premier Silvio Berlusconi controlla sia le emittenti pubbliche che le emittenti private e impedisce da qualche tempo a giornalisti critici di accedere alle sue conferenze stampa.
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