THE VIGILANT

un faro sulla città
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La lettera integrale che Gabriele Cagliari scrisse prima di suicidarsi. Fa capire molto di Antonio Di Pietro.
Pubblicato da http://miemezzeverita.splinder.com in Politica • 04/06/2009 16.45.41




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http://www.liberamenteservice.it/codacons_denuncia_berlusconi.html

Si vuole censurare che sia stato il CODACONS ha richiedere l'intervento della magistratura

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Per prima cosa devo ringraziare pubblicamente il mio amico Alessandro il quale nel suo blog http://solealtonelcielo.splinder.com/ scrive sempre post che documentano fatti salienti del nostro spaccato di vita politica in una maniera critica ma pur sempre obiettiva e documentata.

Prima di leggere questa lettera ci sono alcune cose che devono essere precisate, soprattutto per chi non ha vissuto quel periodo di Mani Pulite.

Alla luce dei fatti, e lo ammetterà a posteriori anche quel Ferruccio De Bortoli, attuale direttore del Corriere della Sera, il Pool Mani Pulite nacque unicamente per "purgare" un nuovo Partito Socialista, quello di Bettino Craxi, il quale stava crescendo sempre di più a livello di consensi e stava levando al PCI quella figura di antitesi alla DC che aveva permesso di fare i propri "porci comodi" in Italia, dell'Italia e degli italiani.

Insomma, era la terza forza che andava a spezzare un equilibrio di potere in cui i due maggiori partiti, apparentemente opposti e nemici, si erano realmente coalizzati.

La Democrazia Cristiana ai tempi aveva bisogno di denaro e, pertanto, gestiva quasi la totalità degli appalti mentre, al Partito Comunista, non bisognoso di soldi in quanto gli arrivavano direttamente dal Partito Comunista Russo in enorme quantità, e la conferma è che ancora oggi il PDS è proprietario di quasi 2500 immobili, fu dato in cambio la gestione della "cultura" del Paese, la "formazione" delle nuove leve che un domani, in nome del Comunismo, avrebbero dovuto avere il potere in Italia.

Questo Partito Socialista insomma non ci voleva e pensarono bene di usare un Pool, quello di Milano, per farlo fuori.

Certo, ormai anche il Partito Socialista partecipava alla spartizione delle tangenti e del potere in Italia e di certo, essendo sia il mondo comunista che democristiano abbastanza corrotto, il Pool non potè direttamente colpire solo il PSI di Craxi in quanto in tante operazioni c'erano tutti i partiti a spartirsi la merenda e pertanto le cose dovevano essere fatte in maniera molto ma molto intelligente tanto da non far capire, in maniera almeno evidentissima, quello che stava succedendo.

Certo, potrebbero sembrare apparentemente ilazioni ma qualche fatto che lo testimonia, c'è.

Per esempio quel trattamento diverso usato dal Pool nei confronti di Carlo De Benedetti, reo di aver pagato oltre 10 miliardi di tangenti per dare una sòla agli italiani facendo acquistare alle Poste Italiane computer e telescriventi (ormai in disuso già a quei tempi) buoni solo per la rottamazione per svariate centinaia di miliardi e, in quanto amico di Prodi, con cui aveva fatto la porcheria della SME, in 24 ore è stato arrestato, ascoltato e rilasciato senza MAI subire un processo per quella vicenda per lo più confessata.

Altro esempio?

Tutte le tangenti, e non poche, date al Partito Comunista che sono state TUTTTE QUANTE addebitate al Signor G, ovvero Primo Greganti il quale si è preso, facendo scagionare tutti i suoi compagni di partito collusi, tutte le colpe facendo in maniera che quelle persone sono ancora sedute ai banchi di Montecitorio e Palazzo Madama e sono in giro a fare lezioni di moralizzazione allorquando sono andate avanti con i soldi dei dissidenti russi che venivano massacrati nei Gulag e con le tangenti.

Insomma, praticamente su tutti ha pagato il PSI di Bettino Craxi il quale, a differenza di tutti gli altri politici, aveva ammesso la verità, che TUTTI avevano preso i soldi dalle tangenti. Fu allora che il Premier Amato con l'appoggio di D'Alema, pensò bene di fare la legge che depenalizzava il finanziamento illecito dei partiti. Se qualcuno volesse capire da chi ha imparato Berlusconi a farsi le leggi "ad personam" deve sapere che il grande maestro fu proprio quel Massimo D'Alema che, probabilmente, a quest'ora di certo non dovrebbe stare seduto nel posto in cui sta (e non fatemi dire altro).

Ritorniamo a Gabriele Cagliari. Gabriele Cagliari, allora Amministratore Delegato dell'ENI, in quota PSI, pertanto voluto da Craxi nella spartizione dell'acquisizione del potere con gli altri partiti, fu arrestato dal Pool Mani Pulite per lo stesso reato di De Benedetti ma, al contrario di De Benedetti che aveva Prodi alle spalle e pertanto arrestato e ASCOLTATO e messo agli arresti domiciliari nelle 24 ore, Cagliari, che aveva come amico Craxi (la vera e unica mira del Pool di Milano), dopo 4 mesi di isolamento, non era stato ascoltato e pertanto non poteva mai essere mandato agli arressti domiciliari in quanto, in maniera evidente, non poteva più commettere il reato di corruttore e tantomeno offuscare le prove in quanto erano ormai in mano della magistratura da mesi.

Queste cose tantissima gente non le sa, non le conosce ma basta un piccolissimo giro nei giornali dell'epoca e facilmente si ricostruisce così come si è ricostruita quella telefonata tra gli "amiconi" Carlo De Benedetti e Antonio Di Pietro nemmeno un paio di anni dopo in cui uno era uno dei più grossi corruttori d'Italia e l'altro il "grandissimo" PM che lo aveva costretto a confessare.

Cari signori, volete o non volete questa è la storia OGGETTIVA di come sono andate le cose.

Ora la lettera che Gabriele Cagliari ha scritto alla famiglia prima di suicidarsi, leggetela con attenzione, è un vero Signore che aveva fatto le stesse cose che avevano fatto i vari De Benedetti e tutti coloro che appartenevano alla sfera politica e capirete i motivi che, dopo 4 lunghi mesi senza alcun motivo di isolamento, lo hanno spinto a questo gesto estremo soffocandosi con una busta di plastica:

Lettera di Gabriele Cagliari alla sua famiglia del 10 luglio 1993
"Miei carissimi Bruna, Stefano, Silvano, Francesco, Ghiti: sto per darvi un nuovo, grandissimo dolore.
Ho riflettuto intensamente e ho deciso che non posso sopportare più a lungo questa vergogna.
La criminalizzazione di comportamenti che sono stati di tutti, degli stessi magistrati, anche a Milano, ha messo fuori gioco soltanto alcuni di noi, abbandonandoci alla gogna e al rancore dell’opinione pubblica. La mano pesante, squilibrata e ingiusta dei giudici ha fatto il resto.
Ci trattano veramente come non-persone, come cani ricacciati ogni volta al canile.
Sono qui da oltre quattro mesi, illegittimamente trattenuto.
Tutto quanto mi viene contestato non corre alcun pericolo di essere rifatto, né le prove relative a questi fatti possono essere inquinate in quanto non ho più alcun potere di fare né di decidere, né ho alcun documento che possa essere alterato.
Neppure potrei fuggire senza passaporto, senza carta d’identità e comunque assiduamente controllato come costoro usano fare
Per di più ho sessantasette anni e la legge richiede che sussistano oggettive circostanze di eccezionale gravità e pericolosità per trattenermi in condizioni tanto degradanti.
Ma, come sapete, i motivi di questo infierire sono ben altri e ci vengono anche ripetutamente detti dagli stessi magistrati, se pure con il divieto assoluto di essere messi a verbale, come invece si dovrebbe regolarmente fare.
L’obbiettivo di questi magistrati, quelli della Procura di Milano in modo particolare, è quello di costringere ciascuno di noi a rompere, definitivamente e irrevocabilmente, con quello che loro chiamano il nostro “ambiente”.
Ciascuno di noi, già compromesso nella propria dignità agli occhi della opinione pubblica per il solo fatto di essere inquisito o, peggio, essere stato arrestato, deve adottare un atteggiamento di “collaborazione” che consiste in tradimenti e delazioni che lo rendano infido, inattendibile, inaffidabile: che diventi cioè quello che loro stessi chiamano un “infame”. Secondo questi magistrati, a ognuno di noi deve dunque essere precluso ogni futuro, quindi la vita, anche in quello che loro chiamano il nostro “ambiente”.
La vita, dicevo, perché il suo ambiente, per ognuno, è la vita: la famiglia, gli amici, i colleghi, le conoscenze locali e internazionali, gli interessi sui quali loro e loro complici intendono mettere le mani.
Già molti sostengono, infatti, che agli inquisiti come me dovrà essere interdetta ogni possibilità di lavoro non solo nell’Amministrazione pubblica o parapubblica, ma anche nelle Amministrazioni delle aziende private, come si fa a volte per i falliti.
Si vuole insomma creare una massa di morti civili, disperati e perseguitati, proprio come sta facendo l’altro complice infame della magistratura che è il sistema carcerario.
La convinzione che mi sono fatto è chei magistrati considerano il carcere nient’altro che uno strumento di lavoro, di tortura psicologica, dove le pratiche possono venire a maturazione, o ammuffire, indifferentemente, anche se si tratta della pelle della gente.
Il carcere non è altro che un serraglio per animali senza teste né anima.
Qui dentro ciascuno è abbandonato a stesso, nell’ignoranza coltivata e imposta dei propri diritti, custodito nell’inattività nell’ignavia; la gente impigrisce, si degrada e si dispera diventando inevitabilmente un ulteriore moltiplicatore di malavita.
Come dicevo, siamo cani in un canile dal quale ogni procuratore può prelevarci per fare la propria esercitazione e dimostrare che è più bravo o più severo di quello che aveva fatto un’analoga esercitazione alcuni giorni prima o alcune ore prima.
Anche tra loro c’è la stessa competizione o sopraffazione che vige nel mercato, con differenza che, in questo caso, il gioco è fatto sulla pelle della gente.
Non è dunque possibile accettare il loro giudizio, qualunque esso sia.
Stanno distruggendo le basi di fondo e la stessa cultura del diritto, stanno percorrendo irrevocabilmente la strada che porta al loro Stato autoritario, al loro regime della totale asocialità. Io non ci voglio essere.
Hanno distrutto la dignità dell’intera categoria degli avvocati penalisti ormai incapaci di dibattere o di reagire alle continue violazioni del nostro fondamentale diritto di essere inquisiti, e giudicati poi, in accordo con le leggi della Repubblica.
Non sono soltanto gli avvocati, i sacerdoti laici della società, a perdere la guerra; ma è l’intera nazione che ne soffrirà le conseguenze per molto tempo a venire. Già oggi i processi, e non solo a Milano, sono farse tragiche, allucinanti, con pene smisurate comminate da giudici che a malapena conoscono il caso, sonnecchiano o addirittura dormono durante le udienze per poi decidere in cinque minuti di Camera di consiglio.
Non parliamo poi dei tribunali della libertà, asserviti anche loro ai pubblici ministeri, né dei tribunali di sorveglianza che infieriscono sui detenuti condannati con il cinismo dei peggiori burocrati e ne calpestano continuamente i diritti.
L’accelerazione dei processi, invocata e favorita dal ministro Conso, non è altro che la sostanziale istituzionalizzazione dei tribunali speciali del regime di polizia prossimo venturo.
Quei pochi di noi caduti nelle mani di questa “giustizia” rischiano di essere i capri espiatori della tragedia nazionale generata da questa rivoluzione.
Io sono convinto di dover rifiutare questo ruolo. E’ una decisione che prendo in tutta lucidità e coscienza, con la certezza di fare una cosa giusta.
La responsabilità per colpe che posso avere commesso sono esclusivamente mie e mie sono le conseguenze. Esiste certamente il pericolo che altri possano attribuirmi colpe non mie quando non potrò più difendermi. Affidatevi alla mia coscienza di questo momento di verità totale per difendere e conservare al mio nome la dignità che gli spetta.
Sento di essere stato prima di tutto un marito e un padre di famiglia, poi un lavoratore impegnato e onesto che ha cercato di portare un po’ più avanti il nostro nome e che, per la sua piccolissima parte, ha contribuito a portare più in alto questo paese nella considerazione del mondo.
Non lasciamo sporcare questa immagine da nessuna “mano pulita”.
Questo vi chiedo, nel chiedere il vostro perdono per questo addio con il quale lascio per sempre.
Non ho molto altro da dirvi poiché questi lunghissimi mesi di lontananza siamo parlati con tante lettere, ci siamo tenuti vicini. Salvo che a Bruna, alla quale devo tutto. Vorrei parlarti Bruna, all’infinito, per tutte le ore e i giorni che ho taciuto, preso da questi problemi inesistenti che alla fine mi hanno fatto arrivare qui.
Ma in questo tragico momento cosa ti posso dire, Bruna, anima dell’anima mia, unico grandissimo amore, che lascio con un impagabile debito di assiduità, di incontri sempre rimandati, fino a questi ultimi giorni che avevamo pattuito essere migliaia da passare sempre insieme, io te, in ogni posto, e che invece qui sto riducendo a un solo sospiro?
Concludo una vita vissuta di corsa, in affanno, rimandando continuamente le cose veramente importanti, la vita vera, per farne altre, lontane come miraggi e, alla fine, inutili. Anche su questo, soprattutto su questo, ho riflettuto a lungo, concludendo che solo così avremo finalmente pace. Ho la certezza che la tua grande forza d’animo, i nostri figli, il nostro nipotino, ti aiuteranno a vivere con serenità e a ricordarmi, perdonato da voi per questo brusco addio.
Non riesco a dirti altro: il pensiero di non vederti più, il rimorso di avere distrutto i nostri anni più sereni, come dovevano essere i nostri futuri, mi chiude la gola.
Penso ai nostri ragazzi, la nostra parte più bella, e penso con serenità al loro futuro.
Mi sembra che abbiano una strada tracciata davanti a sé. Sarà una strada difficile, in salita, come sono tutte le cose di questo mondo: dure e piene di ostacoli. Sono certo che ciascuno l’affronterà con impegno e con grande serenità come ha già fatto Stefano e come sta facendo Silvano.
Si dovranno aiutare l’un l’altro come spero che già stiano facendo, secondo quanto abbiamo discusso più volte in questi ultimi mesi, scrivendoci lettere affettuose.
Stefano resta con un peso più grave sul cuore per essere improvvisamente rimasto privato della nostra carissima Mariarosa.
Al dolcissimo Francesco, piccolino senza mamma, daremo tutto il calore del nostro affetto e voi gli darete anche il mio, quella parte serena che vi lascio per lui.
Le mie sorelle, una più brava dell’altra, in una sequenza senza fine, con le loro bravissime figliole, con Giulio e Claudio, sono le altre persone care che lascio con tanta tristezza. Carissime Giuliana e Lella, a questo punto cruciale della mia vita non ho saputo fare altro, non ho trovato altra soluzione.
Ricordo Sergio e la sua famiglia con tanto affetto, ricordo i miei cugini di Guastalla, i Cavazzani e i loro figli. Da tutti ho avuto qualcosa di valore, qualcosa di importante, come l’affetto, la simpatia, l’amicizia.
A tutti lascio il ricordo di me che vorrei non fosse quello di una scheggia che improvvisamente sparisce senza una ragione, come se fosse impazzita. Non è così, questo è un addio al quale ho pensato e ripensato con lucidità, chiarezza e determinazione.
Non ho alternative. Desidero essere cremato e che Bruna, la mia compagna di ogni momento triste o felice, conservi le ceneri fino alla morte. Dopo di che siano sparse in qualunque mare. Addio mia dolcissima sposa e compagna, Bruna, addio per sempre.
Addio Stefano, Silvano, Francesco; addio Ghiti, Lella, Giuliana, addio.
Addio a tutti. Miei carissimi, vi abbraccio tutti insieme per l’ultima volta.
Il vostro sposo, papà, nonno, fratello"
Gabriele

da Leonardo
http://miemezzeverita.splinder.com/post/20672873/La+lettera+integrale+che+Gabri

Giornata Normale Per L'opposizione Italiana
Pubblicato da http://solealtonelcielo.splinder.com/ in Politica • 04/06/2009 16.42.24
Franceschini adotta una linea di comportamento incomprenisibile
Berlusconi frustate a Murdoch
Pubblicato da Vincenzo Salerno in Primo Piano • 04/06/2009 16.12.42

Il Presidente del Consiglio adesso se la prende con Murdoch attrinuendogli la responsabilità degli attaccchi della stampa estera come vendetta, facendo riferimento al ritocco dell'IVA che il governo a ratificato come soluzione anticrisi dal 10 al 20%.
Il CODACONS alza il tiro. "NIENTE ARCHIVIAZIONE SE PM DISAPLICHERA' LA DIRETTIVA SUI VOLI DI STATO'
Pubblicato da Vincenzo Salerno in Primo Piano • 04/06/2009 15.06.47
"NIENTE ARCHIVIAZIONE SE PM DISAPLICHERA' LA DIRETTIVA SUI VOLI DI STATO' ribatte così il CODACONS alle esternazioni dell'avvocato/parlamentare GHEDINI e allo stesso Berlusconi che hanno indirizzato l'opinione pubblica verso un'archiviazione rapida.

Non ci sarà nessuna archiviazione - spiega il Presidente Codacons - se il Pm, com'è in suo potere, disapplicherà la direttiva sui voli di Stato, ritenendola illegittima. In tal caso - conclude Rienzi - l'atto amministrativo diventa nullo e non potrà non scattare l'ipotesi di reato'.

Nello stesso comunicato viene richiesta LA LISTA DEI PASSEGGERI DEL VOLO IN SARDEGNA E VERIFICARE LA COPERTURA ASSICURATIVA DEGLI STESSI. Il nuovo esposto è stato indirizzato ALLE PROCURE DELLA REPUBBLICA DI ROMA E DI TEMPIO PAUSANIA.
Silvio Berlusconi iscritto nel registro degli indagati a ROMA
Pubblicato da Salerno Vincenzo in Politica • 04/06/2009 1.05.03
La notizia è stata appena data dal TG5. l'iscrizione sul registro degli indagati è dovuta alla questione dell'utilizzo dell'areo di Stato per questioni private.
Prato Urla : Mafioso ...mafioso...
Pubblicato da The Vigilant in Politica • 03/06/2009 15.01.15
Silvio contestato a Prato e Firenze
Bagno di folla e fischi per Berlusconi. Niente comizio e due manifestanti fermati
Pubblicato da Giuliano Foschini in Politica • 03/06/2009 1.48.12
Cambio di programma per il premier. I deputati del Pd sul fermo temporaneo dei contestatori: "E' il segno di un clima inaccettabile"
L'impero illegale di Berlusconi
Pubblicato da Marco Travaglio in Politica • 25/05/2009 19.09.21
il nostro Presidente del Consiglio è un corruttore impunito, non che fosse una novità naturalmente, bastava leggere la sentenza a proposito del Caso All Iberian per esempio, per sapere che Craxi era stato pagato in nero da Berlusconi tramite il sistema delle società offshore, tra l’altro che era stato costruito dall’Avvocato Mills con ben 23 miliardi occulti, proprio guarda caso negli anni in cui in Parlamento passava la legge Mammì che santificava il monopolio della televisione commerciale da parte del Cavaliere, sono soldi con i passaggi documentali, lo dico perché in questi giorni dicono: ah ma non hanno trovato i passaggi di denaro tra Berlusconi e Mills e quando li hanno trovati tra Berlusconi e Craxi è cambiato qualcosa?....
Parlamento Pulito: il 19° condannato
Pubblicato da Marco Travaglio in Politica • 25/05/2009 19.08.20
quando era iniziata la legislatura, meno di un anno fa erano 17, poi diventò definitiva la condanna all’On. Camber e diventarono 18, adesso se Dio vuole siamo già a quota 19, è diventata definitiva nei giorni scorsi la condanna al deputato dell’Udc di Ragusa Giuseppe Drago, quest’ultimo ha una storia strepitosa.......
Tafferugli al Corteo dei sindacati a Torino del 16/05/2009
Pubblicato da Vincenzo Salerno in Cronaca • 17/05/2009 19.56.07
A torino i dipendenti fiat manifestano contro i sindacati. Tafferugli..." I SIDACATI NON FANNO UN CAZZO"..
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