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Comunicazione Non Verbale

Area Tecnica > Comunicazione Interpesonale

LA COMUNICAZIONE NON VERBALE


L’attenzione e lo studio del linguaggio non verbale sono una scoperta recente.
Per linguaggio non verbale si fa riferimento a tutti i segni che la persona emette con il corpo e a tutti gli elementi del linguaggio che non riguardano la parola in quanto contenuto. Si tratta di quegli elementi che ci dicono come una parola è stata pronunciata: posso urlare una frase, ordinare in modo autoritario un'azione, esprimere simpatia verso una persona con un tono cordiale ed affabile.
La comunicazione non verbale viene usata sia autonomamente, cioè per esprimere messaggi veri e propri, che insieme a quella verbale. E’ uno strumento comunicativo molto importante, più importante di quello verbale. Infatti, nel caso in cui l’emittente esprima messaggi diversi nelle due modalità di comunicazione, quando cioè il messaggio verbale non è lo stesso di quello non verbale, il ricevente è portato a credere al messaggio gestuale e a lasciare in secondo piano il contenuto espresso con le parole.
Con comunicazione non verbale s'intende quindi l’utilizzo e l’osservazione dei seguenti elementi:



LINGUAGGIO DEL CORPO


  • Abbigliamento. Gli abiti e le forme di ornamento sono segnali comunicativi interamente sotto il controllo di chi li utilizza. Trasmettono e sostengono l’immagine che di sé ciascuno vuole dare agli altri.
  • Andatura. Il modo di camminare di una persona è una caratteristica che ci permette di riconoscerla anche da lontano, è un atteggiamento che si acquisisce sin dalla primissima infanzia.Possiamo distinguere alcuni "stili" che pur se sottoposti al controllo razionale ci forniscono informazioni utili sulla persona.
  • La postura. Il modo in cui posizioniamo il nostro corpo rappresenta una comunicazione per chi ci osserva. Le diverse posizioni che usiamo durante la nostra giornata sono in relazione al tipo di attività che stiamo svolgendo o alla nostra partecipazione a particolari occasioni sociali. Specialmente in situazioni formali o istituzionali (chiesa, scuola, cerimonie ecc.) gli individui assumono delle posture predeterminate culturalmente che hanno dei significati simbolici e rituali. Nei rapporti, le diverse forme di postura chiariscono gli atteggiamenti interpersonali come l'amicizia, l'ostilità, la superiorità e l'inferiorità; le persone ad es. che ricoprono cariche importanti assumono una posizione molto eretta e centrale rispetto agli altri, le persone che sono percepite simpatiche tendono ad avere una postura protesa verso l'altro, contatto diretto, braccia aperte ecc.
  • La prossemica e il contatto corporeo. Si riferisce alla gestione dello spazio tra i comunicanti.Ogni cultura ha elaborato dei modelli comportamentali sull'uso dello spazio sociale e personale ai quali i singoli individui si riferiscono. Naturalmente i comportamenti individuali agiti risentono della personalità del soggetto. Studi e ricerche condotti in tale ambito hanno permesso di identificare nel comportamento spaziale le seguenti dimensioni: la vicinanza, l'orientamento, il comportamento territoriale, il movimento nell'ambiente fisico.

La vicinanza è costituita dalla distanza esistente tra due persone; questa è scelta dall'individuo in maniera più o meno consapevole in funzione sia del proprio stile di comunicazione che della natura della relazione.Secondo E. T. Hall, antropologo americano, gli individui adulti tendono ad utilizzare nei loro rapporti, quattro diverse distanze:

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L'orientamento è dato dall'angolazione secondo cui le persone si situano nello spazio na rispetto l'altra.

  • I gesti e movimenti del corpo. S’intendono tutti i gesti delle braccia, quindi tutti i movimenti delle mani che si utilizzano mentre si parla o tutte quelle azioni del tipo: aprire una porta, porgere un oggetto, spegnere la sigaretta.Un gesto può esprimere un contenuto consapevole ed intenzionale del soggetto, o invece, rivelare contenuti emotivi inconsci, quali ansia, disagio, rabbia e così via. I primi sono definiti logici, i secondi analogici.

Gli emblemi sono prevalentemente gesti intenzionali, comprensibili da chiunque in quanto direttamente collegabili a determinate espressioni verbali, il loro significato è normalmente codificato culturalmente e, quindi, condiviso da tutti i membri di uno specifico gruppo o cultura.Alcuni emblemi, ad es. il segno OK!! hanno assunto una valenza internazionale, mentre quelli che rappresentano bisogni primari o attività semplici dell'uomo (mangiare, bere, dormire, costruire) sono conosciuti universalmente.
I segni illustratori sono gesti che accompagnano il discorso e sono fortemente correlati alle singole parti, possono, infatti, rafforzare, sottolineare, chiarire o contraddire i contenuti verbali, segnalare attenzione o fornire informazioni aggiuntive
I segnali analogici In questa categoria vanno inclusi tutti quei gesti che un individuo compie al di sotto della soglia di consapevolezza e che rivelano emozioni che il soggetto che li attiva vorrebbe tenere nascoste, e che spesso indicano un vissuto contrastante con quanto si sta trasmettendo con il contenuto verbale e con i segnali non verbali intenzionali

  • Lo sguardo. E’ un segnale comunicativo molto intenso. La mancanza di contatto visivo viene interpretata generalmente come timidezza, insicurezza, non sincerità.
  • La mimica facciale, cioè l’espressione del viso, le movenze degli occhi, della bocca, delle sopracciglia ed i processi psicosomatici come, ad esempio, l’arrossire, l’impallidire.




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