Menu principale:
Informazione > The Vigilant
Le Ultime
DeMagistris prosciolto da Annozero?
Assolto l'ex PM e “IL Giornale” tira in ballo il Conflitto di Interessi.
Punto primo: “Il giornale” dovrebbe forse pensare agli avvocati del suo padrone tessera 1816 della P2 che anche parlamentari producono leggi per annullare/bloccare i processi dello stesso. e loro lo sanno. Forse la paura del flop alle europee è molta, noi speriamo diventi realtà.
Ai due giornalisti Filippo Facci e Luca Fazzo di poco pudore, di rispetto per i cittadini, senso civico in generale. Osannate i piduisti, sovversivi e anti-liberali Vergogna. Fossi Berlusconi metterei un freno a questa indecenza , poco ma sicuro non ci crede nessuno , ingenuamente ero pro-Berlusconi ma c'è un limite a tutto. L'ovvietà di quello che sta accadendo e dell'informazione che fate non può trovare giustificazione.
Insomma, da quale pulpito giungono le polemiche?fate ridere!
Luigi DeMagistris è stato indubbiamente un magistrato valido così come le sue indagini visto che sia il tribunale di Salerno attraverso Luigi Apicella , Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani che il riesame hanno convalidato le sue tesi accusatorie .
Si poi la Nuzzi fu trasferita in seguito “alla guerra tra procure” che vi siete inventati. Nessuna guerra, i magistrati di Salerno accertati i reati dal falso ideologico alla corruzione in atti giudiziari fecero perquisire le abitazioni dell’ex Procuratore Capo, Mariano Lombardi (il cui figlio è in affari con uno dei principali indagati di De Magistris, il senatore PdL Giancarlo Pittelli) e di Antonino Saladino, l’ex Presidente della Compagnia delle Opere e principale indagato di Why Not.
Prelevati documenti e memorie dei computer negli uffici del Procuratore Generale, Enzo Jannelli, dell’avvocato generale dello Stato Dolcino Favi (che quando era “facente funzioni” di Procuratore Generale, il giorno in cui venne nominato il titolare effettivo dell’ufficio, avocò l’inchiesta Why Not a Luigi De Magistris), dei sostituti PG Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo, del Procuratore Aggiunto Salvatore Murone e del PM Salvatore Curcio (che richiese l’archiviazione - ritenuta “illecita” dai magistrati di Salerno - per alcuni imputati eccellenti). Oltre ai sopracitati risultano indagati anche Giancarlo Pittelli ed il Giudice del Tribunale di Catanzaro, Bruno Arcuri (componente del Consiglio Giudiziario di Catanzaro).
Ecco il giornale cita tra gli esempi a sostegno della tesi che DeMagistris è un cosa inutile e gli indagati delle brave persone, “il relatore Bruno Arcuri”.
“Non era mai accaduto prima in Italia, che una procura della Repubblica fosse «circondata» come un fortino della malavita. Ieri è successo alla procura di Catanzaro, che per tutta la giornata e fino a tarda sera è stata letteralmente accerchiata da cento carabinieri e una ventina di poliziotti, tutti arrivati da Salerno. Con i carabinieri del Reparto operativo e i poliziotti della Digos, sono entrati in procura ben sette magistrati, tra i quali il procuratore di Salerno, Luigi Apicella, e i titolari dell' inchiesta, Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani. Hanno notificato avvisi di garanzia e perquisito case e uffici dei magistrati calabresi che hanno scippato le inchieste «Poseidone» e «Why Not» all' ex pm Luigi de Magistris (ora giudice del Riesame a Napoli) e dei magistrati che queste inchieste hanno ereditato, «per smembrarle, disintegrarle e favorire alcuni indagati», scrivono i pm salernitani. Tra gli indagati «favoriti», l' ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, il segretario nazionale Udc, Lorenzo Cesa, l' ex governatore di Calabria, nonché ex procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, il generale della Guardia di Finanza, Walter Cretella Lombardo, l' ex sottosegretario con delega al Cipe, Giuseppe Galati (Udc), Giancarlo Pittelli, deputato di Forza Italia, il ras della Compagnia delle Opere per il Sud Italia, Antonio Saladino. Ma questo è solo il troncone calabro. Gli stessi magistrati salernitani, infatti, stanno indagando anche in altre due direzioni. La prima riguarda uno stuolo di giudici lucani coinvolti nella «madre di tutte le inchieste» sul marcio nella magistratura (l' inchiesta «Toghe Lucane», che de Magistris è riuscito a «chiudere» prima di essere frettolosamente trasferito). La seconda andrebbe diritta verso alcuni membri del Csm: per esempio, il vicepresidente Nicola Mancino e i presunti legami con Antonio Saladino, figura chiave di «Why Not», il procuratore generale della Corte di Cassazione, Mario Delli Priscoli, andato in pensione qualche giorno fa, e il sostituto procuratore generale della Cassazione, nonché governatore (Ds) delle Marche per dieci anni, Vito D' Ambrosio, che in Csm sostenne l' accusa per far trasferire de Magistris. Ce n' è anche per l' Associazione nazionale magistrati e per il suo presidente, Simone Luerti. Molto amico di diversi indagati eccellenti quando faceva il magistrato in Calabria, Luerti non ha mai perso occasione di esternare contro de Magistris. Quando poi, qualche mese fa, si è scoperto che incontrava regolarmente Saladino e Mastella nella sede del ministero della Giustizia, mentre lui negava, Luerti s' è dovuto dimettere dalla carica di presidente dell' Anm. Nel decreto di perquisizione eseguito ieri, 1.700 pagine, i pm di Salerno accusano di concorso in corruzione in atti giudiziari - per aver tolto «illegalmente» a de Magistris «Why Not» e «Poseidone» - il procuratore di Catanzaro, Mariano Lombardi, il procuratore aggiunto, Salvatore Murone, il procuratore generale reggente, Dolcino Favi, il parlamentare Giancarlo Pittelli e «l' uomo ovunque» Antonio Saladino. Ma accusano anche il sostituto procuratore generale Alfredo Garbati, il sostituto procuratore generale presso la Corte d' Appello Domenico De Lorenzo e il pm Salvatore Curcio di aver preso in eredità quelle scottanti inchieste al solo scopo di farle a pezzi. Mentre il procuratore generale Vincenzo Iannelli e il presidente di Sezione del tribunale Bruno Arcuri si sarebbero dati da fare non solo «per archiviare illegalmente» la posizione di Mastella («la cui iscrizione tra gli indagati era invece doverosa»), ma anche «per calunniare de Magistris e disintegrarlo professionalmente». Poi, dicono i pm campani, Iannelli, per una causa che gli sta a cuore, fa intervenire Chiaravalloti su Patrizia Pasquin, giudice del tribunale di Vibo Valentia, che poi sarebbe stata arrestata. Così, da magistrato a magistrato, come da compare a compare.”
Questo articolo i nemici della Repubblica del “Il Giornale” lo conoscono bene, perché lo scrisse Carlo Vulpio sul corriere della sera, poi cacciato perché fece i nomi degli indagati e non per altro. Ma quelli puntualmente tentano la delegittimazione, sarà perchè anche lui è candidato alle europee.
Il conflitto di interessi?
Bene posto un articolo pubblicato su Megachip il 23/04/09
“Interrogazione parlamentare di Giulietto Chiesa, europarlamentare
Tre recenti inqualificabili episodi hanno riportato l'attenzione sull'irrisolta anomalia italiana: in cui il Presidente del Consiglio controlla in vario modo ...
... le principali reti televisive nazionali, sia private che pubbliche, con evidenti rischi per la libertà d'espressione e d'informazione, come già constatato dalla risoluzione del Consiglio d'Europa 1387 (2004) e dalla risoluzione del Parlamento Europeo 0373 (2004).
- Il programma di giornalismo investigativo "Report" di Milena Gabanelli è stato posto sotto azione disciplinare da parte del Comitato Etico della Rai per aver fatto un'inchiesta sulla politica governativa della "social card".
- A un altro programma di giornalismo investigativo della Rai, Annozero, diretto da Michele Santoro, è stata imposta, dai vertici Rai, "una puntata riparatrice" per aver indagato le carenze della Protezione Civile in occasione del terremoto in Abruzzo, inoltre è stato sospeso Vauro Senesi per una vignetta giudicata: "lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico".
- Secondo quanto riferito dalla stampa italiana, il 17 aprile 2009 il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una riunione indetta nella sua residenza romana ha deciso il nuovo organigramma della Rai assegnando a giornalisti e funzionari a lui fedeli le direzioni dei telegiornali e delle reti, compito questo che dovrebbe essere invece espletato, per statuto, dal consiglio di amministrazione della Rai.
La Commissione non crede che l'Italia stia palesemente violando l'articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione?
La Commissione non ritiene di dover applicare l'articolo 7 dei trattati? “
Noi aspetteremo ansiosi.
Parlate di una cognata di Santoro che assolve DeMagistris e non parlate del perchè, forse perchè i fatti non sussistono?!
«Le indagini hanno anche dimostrato le gravi interferenze subite dal pm nel condurre le sue inchieste»
Perché non parlate della blocca-processi approvata dalla vostra maggioranza l'anno scorso per fermare il processo Mills a carico di Berlusconi? Ma dove lo trovate il coraggio? Ha proprio ragione Travaglio(premio libertà di stampa in Germania)il vostro giornale fa schifo non si può nemmeno toccare, guardare ..pensare leggere e condividere, forse condividere all'oscuro dei fatti ma non dopo che si è accuratamente sbirciato nelle finestrelle della rete , aguzzando l'ingegno e facendo due più 2. perchè non pensiate che gli italiani prendono per oro colato le parole ne di DeMagistris , e di Genchi, ne di Beppe Grillo ne di Apicella, ne della Guzzi....ci informiamo. Ma state tranquilli che a VOI non vi crediamo più, cascasse il mondo.
![]()
Menu di sezione: