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L'informazione Tarocca l'Italia, Cina KO
parte 1
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Ricordando che Freedom House l'organizzazione fondata da Eleanor Roosevelt ha declassato l'italia per quanto riguarda la libertà di informazione, da paese libero a semilibero.
"Western Europe boasted the highest level of press freedom although Italy slipped into the partly free category with free speech limited by courts and libel laws and concerns over the concentration of media ownershi."
Il delirio informativo, tra censura totale e tarocco made in Arcore messo a nudo dagli utlimi risvolti giudiziari, nonchè dalle dichiarazioni della stampa estera, chiudendo in bellezza con quelle della moglie del premier censurate da stampa e media.
Se rappresentassimo la categoria giornalistica e dovessimo conferire un premio per la libertà di stampa ad un giornalista e dovessimo sceglierlo sull'intero pianeta, dove andreste a cercare...? Nei paesi sotto regime o in quelli democratici ? Dove potrebbe maggiormente emergere il talento di un giornalista libero?
La DJV (Federazione Tedesca dei Giornalisti) dopo aver pescato il giornalista serbo Miroslav Filipovic (ha ricevuto il premio per aver scoperto i crimini di guerra serbi in Kosovo) e la giornalista russa Olga Kitowa (è stata premiata per la sua difficile battaglia contro la corruzione in Russia) pesca dal cappello il giornalista italiano Marco Travaglio (ricerche sulle origini oscure della sua ricchezza e continua ancora a infastidire gli uomini del suo entourage evidenziando i loro rapporti con la mafia. Nel libro “La scomparsa dei fatti” ha documentato con dovizia di particolari il modo in cui nei media l’opinione e gli interessi sostituiscano sempre di più l’indagine).
Sul premio ricevuto da Travaglio osserviamo le notizie riportate all'estero e in Italia.
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STAMPA ESTERA (Originale)
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Preise zu Ehren der Pressefreiheit gehen normalerweise an Journalisten in un- oder halbdemokratischen Regimen, eher selten an solche aus EU-Gründerstaaten. Ungewöhnlich ist aber auch der Mann, den der Deutsche Journalisten-Verband am Dienstag mit seinem "Preis der Pressefreiheit" geehrt hat.
Der italienische Journalist Marco Travaglio wird von Rechts und Links beinahe gleichermaßen gefürchtet. Den TV-Milliardär und Ministerpräsidenten Silvio Berlusconi hat er sich durch Recherchen über die dunklen Quellen seines Reichtums zum Feind gemacht, dessen Entourage ärgert er immer wieder mit Hinweisen auf mafiöse Verbindungen. Aber auch Linke machte er sich zu Gegnern, als er Abhörprotokolle einiger ihrer prominenten Köpfe veröffentlichte. Und die linksliberale „Repubblica“ ging ihn kürzlich hart an. Der 44-jährige Turiner, der sich selbst als Liberalen sieht, begann seine Laufbahn in der katholischen Presse, wurde Schützling des – rechts stehenden – großen Alten des italienischen Journalismus Indro Montanelli und hat heute Kolumnen in nationalen Blättern und Onlinemedien. Immer wieder setzt er sich für handwerklich sauberen Journalismus ein. Im Buch „La scomparsa dei fatti“ (Das Verschwinden der Tatsachen) belegte er ausführlich, wie in den Medien Meinung und Interessen immer mehr die Recherche verdrängen – ein Buch, dem man viele Übersetzungen wünschte. ade
(Erschienen im gedruckten Tagesspiegel vom 29.04.2009)
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STAMPA ESTERA (Traduzione)
Marco Travaglio riceve il “Premio per la libertà di stampa”
I premi in onore della libertà di stampa normalmente vanno a giornalisti che operano in regimi non democratici o semi-democratici, piuttosto raramente a giornalisti di paesi fondatori dell’UE. Ma altrettanto fuori dal comune è l’uomo che martedì scorso è stato insignito del “Premio per la libertà di stampa” dall’Associazione dei Giornalisti Tedeschi.
Il giornalista italiano Marco Travaglio è temuto quasi ugualmente dalla destra e dalla sinistra. Si è inimicato il miliardario delle tv e presidente del consiglio Silvio Berlusconi facendo ricerche sulle origini oscure della sua ricchezza e continua ancora a infastidire gli uomini del suo entourage evidenziando i loro rapporti con la mafia. Ma si è fatto nemici anche a sinistra, quando ha pubblicato le intercettazioni telefoniche di alcuni dei suoi esponenti più in vista. E di recente il quotidiano di sinistra liberale “Repubblica” lo ha attaccato duramente. Il quarantaquattrenne torinese, che si considera liberale, ha iniziato la sua carriera nella stampa cattolica, è diventato il protetto del grande anziano del giornalismo italiano Indro Montanelli (di destra) e oggi cura delle rubriche su giornali nazionali e su internet. Si impegna costantemente per un giornalismo di precisione artigianale. Nel libro “La scomparsa dei fatti” ha documentato con dovizia di particolari il modo in cui nei media l’opinione e gli interessi sostituiscano sempre di più l’indagine. Un libro che meriterebbe di essere tradotto in tante lingue…
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AGENZIA DI STAMPA (IT)
A Travaglio premio libertà di stampa dei giornalisti tedeschi
Consegnato a Berlino, riconoscimento dedicato a Montanelli
Berlino, 28 apr. (Apcom)
Marco Travaglio ha ricevuto oggi a Berlino il "Premio per la libertà di stampa" dell'associazione dei giornalisti tedeschi Djv. Travaglio è stato premiato "per il suo coraggioso e instancabile impegno per la libertà di stampa in Italia" e "per la sua tenacia nel continuare a criticare anche là dove gli altri hanno rinunciato da tempo" a farlo, ha spiegato il presidente del Djv, Michael Konken. "In questo modo vogliamo anche incoraggiare altri giornalisti in Italia a non lasciarsi intimidire", ha aggiunto. "Penso di essere un giornalista normale in un Paese che non è più normale da diversi anni", ha commentato Travaglio, che ha dedicato il premio a Indro Montanelli. In un lungo discorso il giornalista ha ricordato come la libertà di stampa in Italia "esiste sulla carta, ma non molto sulla carta stampata e quasi per nulla sulla televisione". Il caso italiano "viene molto sottovalutato a livello internazionale e soprattutto viene sottovalutato il pericolo di contagio" anche in altri Paesi, perché "il modello che si sta costruendo o che forse è già stato costruito in Italia", sbarazzandosi di tutti i poteri di controllo, "è un modello che fa molto comodo alle classi dirigenti e politiche", ha sostenuto. "Prima o poi qualcun altro in qualche altro Paese avrà la stessa tentazione di provare a imitare quello che è successo disgraziatamente in Italia con Berlusconi". Il giornalista ha criticato l'accentramento di potere nelle mani del premier, ma anche il "servilismo dilagante e il conformismo imbarazzante" in Italia, seguiti alle "epurazioni" di giornalisti scomodi e la creazione di una "agenda unica quotidiana" imposta dal presidente del consiglio. Travaglio si è poi soffermato sul modo in cui i media italiani hanno riferito delle mosse del premier dopo il terremoto in Abruzzo: "I giornali sono riusciti in quei giorni a superare per conformismo e servilismo i giornali del Ventennio fascista", ha detto. "Non vedo alcuna possibilità che si inverta la rotta", ha concluso. In passato il premio del Djv era andato tra l'altro al giornalista serbo Miroslav Filipovic e alla giornalista russa Olga Kitowa.![]()
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pubblicato da ANTIMAFIAduemila
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